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“La campagna acquisti di Berlusconi non ha avuto successo. E’ vero che ha  preso 342 voti, ma se si depurano questi voti dai 35 del FLI ed MPA di Lombardo (Granata e Tremaglia hanno votato contro Berlusconi e Misiti non ha partecipato al voto), rimangono di stretta osservanza berlusconiana solo 307 voti, ossia  ben 9 voti al di sotto degli attesi 316 voti di maggioranza assoluta.  Berlusconi adesso deve fare i conti con Fini e Lombardo alla Camera per avere  la maggioranza. Sara’ difficile per Bossi portare a casa il federalismo fiscale presecessionista, oppure ripetere ‘scippi’ come quello sulle quote latte e sui  fondi per le aree sottoutilizzate (FAS). Lo afferma l’On.Amedeo Ciccanti  dell’udc che sottolinea anche “la insussistenza dei trasfughi siciliani verso  Berlusconi, in quanto sono risultati utili ma non determinanti”. “Adesso –  aggiunge – si trovano senza alcun ruolo politico, perchè inutili nei 342 voti  della maggioranza (3 astenuti, 8 assenti e Menia in missione che per un  ritardo, come Buttiglione, non ha potuto partecipare al voto)”. “Un bel flop –  conclude il parlamentare udc – rispetto alle attese della vigilia, che rendera’ piu’ cauta e prudente l’azione del governo rispetto ai temi cari alla Lega”.

SCUOLA = MISSIONE
RAGAZZI = PARTE VIVA DELLA CITTÀ

L’Unione di Centro in occasione dell’inizio dell’anno scolastico 2010-2011 saluta affettuosamente tutti coloro che a vario titolo ruotano attorno alla scuola: dai docenti ai non docenti, dagli autisti a chi distribuisce le merendine, a tutti.  L’augurio è che mettano passione, fiducia e coraggio, ciascuno per la propria competenza, a servizio degli studenti perché svolgono il lavoro più bello del mondo: preparare e lanciare i giovani nel futuro.
Agli alunni il saluto più sentito, sincero e caloroso perché è loro la fatica più grande della sfida di crescere: l’augurio è di trovare chi li accolga e li comprenda nel profondo delle loro domande ed esigenze.  Seguite lo studio con metodo, dedizione e costanza.
Non ultimo il saluto ai genitori, che vivono le gioie e le fatiche scolastiche dei loro figli: cari genitori, incoraggiate sempre chi sta vivendo la primavera culturale e formativa della vita.

La scuola è il luogo d’incontro più costruttivo, una palestra dove oltre a vivere la propria formazione culturale ci si prepara, e si impara, a conoscere se stessi e gli altri.  Scuola di cultura, valori e virtù.  Il primo tassello della crescita del paese.  Quella della scuola è una missione educativa e l’auspicio è che si riesca a parlare ai ragazzi anche di impegno civile e politico e ciò spinga ciascuno verso un’autonomia che rispetti gli altri e se stessi come membri di una comunità e come persone.

L’Unione di Centro, che va verso la costruzione di un partito della Nazione, ha a cuore la scuola, chi la vive e chi la fa vivere: si rende disponibile al confronto con gli insegnanti, gli studenti e i genitori, perché si vinca la sfida educativa e si formino persone serie e preparate per il futuro loro e del Paese.

Cari ragazzi, coraggio, impegnatevi: il batticuore, le paure delle interrogazioni, le alzatacce per studiare servono a crescere e diventare grandi e ricordate che la vostra è l’età più bella! Siete la parte viva della città!

E’ una notizia; ed è rassicurante se ad affermarlo non è qualche “cattolico” bensì la Corte Costituzionale italiana con la sentenza n.138 del 15 aprile 2010. La Corte ha infatti respinto la richiesta di matrimonio omosessuale e dichiarato inammissibile l’intervento della associazione radicale “Certi diritti” con motivazioni chiare, basandosi sui lavori preparatori dei padri costituenti. La questione portata all’ attenzione della Corte, sia dal Tribunale di Venezia che dalla Corte di appello di Trento, riguardava la censura delle norme del codice civile (art.98 e ss.) che non consentono agli individui di sposarsi con persone dello stesso sesso e ciò, sostenevano quei giudici, sarebbe in contrasto con gli artt.2,3,10 e 29 della Costituzione. Non è così, dice la Corte Costituzionale con la sopra richiamata decisione. La famiglia pensata dai padri costituenti come “società naturale fondata sul matrimonio” nella elaborazione che risulta all’art.29 ha una definizione propria; essa rappresenta un unicum particolare e specifico. Non solo la questione delle unioni omosessuali, benché nota, rimase del tutto estranea al dibattito, ma essi affermarono la uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con riguardo proprio alla posizione della donna. Né è casuale, prosegue il ragionamento della Corte, che subito dopo, all’art.30, la carta costituzionale abbia ritenuto necessario occuparsi della tutela dei figli. Con ciò a dire che “la finalità potenzialmente procreativa del matrimonio vale a differenziarlo dall’unione omosessuale”. In tale contesto, aggiunge la Corte -con riferimento alla uguaglianza prevista all’art.3- “il matrimonio, solo ed esclusivamente tra un uomo ed una donna, non può considerarsi illegittimo sul piano costituzionale perché trova fondamento nell’art.29 e perché le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio”. Dunque non vi è alcuna lesione del principio di uguaglianza perché le due realtà uguali non sono. La Corte ha esaminato il problema delle unioni omosessuali anche dal punto di vista della normativa europea rilevando come ciascun Paese abbia affrontato il tema attraverso forme di tutela molto differenziate, ma in prevalenza prevedendo una chiara distinzione di esse unioni omosessuali dal matrimonio in quanto trattasi di una libera unione di persone, assimilabile a qualsiasi formazione sociale, ma che nulla ha a che vedere con lo specifico del matrimonio. La questione, ricorda ancora la Corte Costituzionale, è di competenza esclusiva delle leggi nazionali ed è affidata alla discrezionalità del Parlamento. Non possono i Giudici attraverso “una interpretazione creativa” sostituirsi al legislatore. Ciò significa, ancora una volta, che le famiglie se vogliono tutelare la loro specificità debbono poter scegliere da chi farsi rappresentare in Parlamento. La Corte lo ha ricordato in modo chiaro ed esaustivo; è opportuno che le famiglie non lo dimentichino.

A cura di Giorgio Paolucci

ANCONA 9/8/2010 – Stanziati dalla Regione quasi 100 mila euro per i centri antiviolenza ed il sostegno alle case di accoglienza
Prosegue l’impegno della Regione contro la violenza sulle donne. Ad attestarlo, la delibera di recente approvazione che stabilisce i criteri e le modalità per il conferimento di contributi agli enti ed organismi richiedenti per il proseguimento dei centri antiviolenza ed il sostegno delle case di accoglienza. La somma ammonta a 95.000 euro.
“Un cammino, avviato con la legge regionale n.32/2008, che intendiamo proseguire con forza e determinazione anche alla luce di recenti fatti di cronaca – annuncia l’assessore ai diritti e alle Pari Opportunità, Serenella Moroder – La violenza contro le donne va contrastata in ogni modo e con tutte le nostre forze perché rappresenta un attacco alla inviolabilità della persona, alla sua sicurezza, all’integrità sia fisica che psicologica, alla libertà e alla dignità.
La legge regionale assicura alle vittime e ai loro figli un sostegno per recuperare la propria individualità e ritrovare sicurezza nel pieno rispetto della riservatezza e dell’anonimato”.
La Regione, che secondo la legge eroga contributi mediante bandi, svolge il ruolo di incentivo all’attività di prevenzione della violenza di genere, di sostegno psicologico e materiale alle vittime attraverso la promozione e il supporto all’attività dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza. Sono questi i luoghi deputati a garantire ospitalità, protezione, solidarietà e soccorso alle vittime di abusi indipendentemente dalla loro cittadinanza e attraverso la formazione degli operatori.
I progetti ammissibili sono quelli volti a favorire il proseguimento dei centri antiviolenza e a sostenere le case di accoglienza.
Possono presentare richiesta di contributo: le province delle Marche d’intesa con gli enti locali territoriali in accordo con le associazioni di volontariato iscritte nell’apposito Albo regionale; Onlus iscritte nell’apposita anagrafe istituita al ministero delle Finanze; Cooperative sociali iscritte nell’apposito Albo regionale che abbiano tra le finalità dello statuto il tema specifico della violenza alle donne.
L’attività di contrasto alla violenza
Sono cinque i centri antiviolenza, operanti nel territorio regionale e gestiti dalla province di appartenenza, e una casa di accoglienza.
E’ stato costituito poi il Forum contro la violenza, sede di dialogo e confronto fra le istituzioni e la società in materia di prevenzione e contrasto alla violenza. La sua composizione assicura la presenza di almeno il 50% di rappresentanti di associazioni e cooperative sociali con esperienza specifica nell’attività di contrasto alla violenza di genere.
Lo scorso anno il Dipartimento per le pari opportunità ha finanziato il progetto Dim – donne in movimento – per interventi a favore delle donne nel territorio regionale.
Costante è l’intensa attività di comunicazione dell’Assessorato Diritti e Pari Opportunità della Regione, mediante lo spot recentemente presentato e diffuso da radio e tv locali, e l’affissione di manifesti su autobus del territorio, con la frase “La violenza ti rende invisibile. Migliora il tuo sguardo sulla vita. Guarda ai centri antiviolenza. Numero verde 1522”.
E’ fondamentale il coinvolgimento del Corecom, per sensibilizzare l’opinione pubblica alla lotta contro la violenza sulle donne.

Fondi dalla Regione per la lotta contro la violenza sulle donne.
ANCONA 9/8/2010 – Stanziati dalla Regione quasi 100 mila euro per i centri antiviolenza ed il sostegno alle case di accoglienza
Prosegue l’impegno della Regione contro la violenza sulle donne. Ad attestarlo, la delibera di recente approvazione che stabilisce i criteri e le modalità per il conferimento di contributi agli enti ed organismi richiedenti per il proseguimento dei centri antiviolenza ed il sostegno delle case di accoglienza. La somma ammonta a 95.000 euro.
“Un cammino, avviato con la legge regionale n.32/2008, che intendiamo proseguire con forza e determinazione anche alla luce di recenti fatti di cronaca – annuncia l’assessore ai diritti e alle Pari Opportunità, Serenella Moroder – La violenza contro le donne va contrastata in ogni modo e con tutte le nostre forze perché rappresenta un attacco alla inviolabilità della persona, alla sua sicurezza, all’integrità sia fisica che psicologica, alla libertà e alla dignità.
La legge regionale assicura alle vittime e ai loro figli un sostegno per recuperare la propria individualità e ritrovare sicurezza nel pieno rispetto della riservatezza e dell’anonimato”.
La Regione, che secondo la legge eroga contributi mediante bandi, svolge il ruolo di incentivo all’attività di prevenzione della violenza di genere, di sostegno psicologico e materiale alle vittime attraverso la promozione e il supporto all’attività dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza. Sono questi i luoghi deputati a garantire ospitalità, protezione, solidarietà e soccorso alle vittime di abusi indipendentemente dalla loro cittadinanza e attraverso la formazione degli operatori.
I progetti ammissibili sono quelli volti a favorire il proseguimento dei centri antiviolenza e a sostenere le case di accoglienza.
Possono presentare richiesta di contributo: le province delle Marche d’intesa con gli enti locali territoriali in accordo con le associazioni di volontariato iscritte nell’apposito Albo regionale; Onlus iscritte nell’apposita anagrafe istituita al ministero delle Finanze; Cooperative sociali iscritte nell’apposito Albo regionale che abbiano tra le finalità dello statuto il tema specifico della violenza alle donne.
L’attività di contrasto alla violenza
Sono cinque i centri antiviolenza, operanti nel territorio regionale e gestiti dalla province di appartenenza, e una casa di accoglienza.
E’ stato costituito poi il Forum contro la violenza, sede di dialogo e confronto fra le istituzioni e la società in materia di prevenzione e contrasto alla violenza. La sua composizione assicura la presenza di almeno il 50% di rappresentanti di associazioni e cooperative sociali con esperienza specifica nell’attività di contrasto alla violenza di genere.
Lo scorso anno il Dipartimento per le pari opportunità ha finanziato il progetto Dim – donne in movimento – per interventi a favore delle donne nel territorio regionale.
Costante è l’intensa attività di comunicazione dell’Assessorato Diritti e Pari Opportunità della Regione, mediante lo spot recentemente presentato e diffuso da radio e tv locali, e l’affissione di manifesti su autobus del territorio, con la frase “La violenza ti rende invisibile. Migliora il tuo sguardo sulla vita. Guarda ai centri antiviolenza. Numero verde 1522”.
E’ fondamentale il coinvolgimento del Corecom, per sensibilizzare l’opinione pubblica alla lotta contro la violenza sulle donne.

Cari Amici,

da qualche giorno, si è tornato a parlare con grande insistenza del Partito della Nazione. Ma come vogliamo che sia questo partito? Che partito vogliono gli italiani?

Sembreranno domande banali, scontate. Ma non voglio dare nulla per scontato e, per far sì che nasca un partito che sia il più vicino possibile ai cittadini, vi invito a complilare un questionario, predisposto da Lorien Consulting. Non è certo con i questionari che si risolvono i problemi, lo so. Ma questo potrebbe essere il primo passo per la costruzione di un partito nuovo, che si basi sulla partecipazione e la condivisione di idee. Di tutti.

Cliccando sul banner qui sotto, vi troverete nella pagina dedicata all’indagine che è stata preparata, sull’opinione politica in generale e sui sentimenti verso il Partito della Nazione che si appresta a nascere.

Buon questionario! 🙂

30 luglio 2010, corriere adriatico

Stanziati 400 mila euro per borse lavoro: saranno destinate ai ragazzi del territorio

Ancona Una contromossa per non rinunciare al futuro. Nonostante i tagli che verranno imposti alle Regioni e la presa di distanza di tutti i governatori nei confronti della manovra economica, proprio in questi giorni al voto dell’aula di Montecitorio, la Regione Marche ha annunciato l’erogazione di 400 mila euro in borse di lavoro che saranno messe a disposizione dei giovani del territorio.

Una discesa in campo con doppia valenza. I fondi destinati ai ragazzi serviranno a tenere aperti musei e teatri storici marchigiani per un periodo dell’anno più lungo, contrastando la disoccupazione giovanile e incrementando il turismo culturale. L’annuncio è arrivato durante una conferenza presso Palazzo Raffaello e a darlo sono stati l’assessore regionale alla Cultura, Pietro Marcolini, e quello al Turismo e politiche giovanili, Serenella Moroder.

“Si tratta di metà degli 800 mila euro inseriti nell’Accordo di programma quadro col ministero – ha spiegato Marcolini – che serviranno a pagare gli stipendi, pari a 600-700 euro mensili, di laureati e specializzati in materie artistiche e letterarie”. Il seguito di una storia consolidata. “Dal 1997 ad oggi – ha aggiunto l’assessore – le Marche hanno investito nel recupero di teatri e musei storici ben 570 milioni di euro, la quota più alta in assoluto di tutte le Regioni italiane. Adesso occorre far in modo che queste prestigiose strutture possano essere visitate e godute dai cittadini e dai turisti per un lungo periodo dell’anno”.

L’iniziativa, è stato detto, vuole anche essere un messaggio contro la manovra del governo che taglia i due terzi delle risorse regionali e non destina niente ai giovani, un terzo dei quali sotto i 29 anni è senza lavoro. La selezioni, due o quattro ragazzi per provincia, avverrà per titoli a partire dal dicembre di quest’anno.

“Il nostro scopo – ha detto l’assessore Moroder – è anche quello di rivitalizzare i nostri contenitori culturali, facendoli diventare luogo d’incontro per manifestazioni di diverso tipo e incrementando il turismo”.

Gli assessori hanno colto l’occasione della conferenza stampa di ieri per annunciare che presto un’analoga iniziativa sarà applicata anche alla fascia della terza età.

Voglio segnalare ai lettori un’interessante mozione approvata dall’Assemblea Legislativa delle Marche quasi all’unanimità (30 favorevoli, 2 contrari, 1 astenuto) il 6 luglio 2010 n.10 e riguardante il tema della vita e dell’aborto.
E’ abbastanza raro, infatti, che ci sia una così larga convergenza su un tema tanto delicato come questo.          Segnalo in modo particolare il terzo e quarto punto del dispositivo, sui quali  l’Assessore Regionale Luca Marconi (Udc) è intervenuto proprio per sostenere la validità della delibera che si andava ad assumere.
Infatti, in questi si afferma che si deve procedere a una maggiore informazione e prevenzione dell’aborto, anche attraverso un potenziamento dei Consultori senza alcun pregiudizio verso quelli privati, da considerare alla stessa stregua di quelli organizzati dal Servizio Sanitario Regionale.

Loredana Marinozzi

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